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Un sito in più lingue.

Per B&B, hotel, ristoranti e negozi nelle città turistiche: quando conviene, quali lingue scegliere, cosa tradurre e come farlo senza confondere i clienti né Google.

Di Alessandra De Luca · Aggiornato il

In breve

Un sito in più lingue serve quando una parte importante dei tuoi clienti non parla italiano e sceglie online prima di arrivare: chi prenota una camera, cerca un ristorante o un negozio in vacanza. Scegli le lingue guardando chi ricevi davvero, fai tradurre i testi da chi conosce bene la lingua e dai a ogni lingua indirizzi propri, collegati tra loro con hreflang, così Google mostra a ciascuno la versione giusta.

Quando conviene davvero.

Non serve a tutti. Conviene se i clienti stranieri contano nel tuo lavoro e decidono online, prima di arrivare: chi prenota un B&B a Genova da un altro Paese, chi cerca un ristorante vicino all’hotel, chi passa davanti al tuo negozio con il telefono in mano. Se lavori quasi solo con persone della tua zona, una seconda lingua può aspettare. Alcuni segnali che è il momento:

  • ricevi spesso telefonate o messaggi in inglese o in altre lingue;
  • sui portali di prenotazione le recensioni in altre lingue sono tante;
  • spieghi a voce, più volte al giorno, lo stesso menù o le stesse informazioni.

Quali lingue scegliere.

Parti da chi ricevi davvero, non da chi vorresti ricevere. Guarda da dove arrivano prenotazioni e recensioni e chiedi al personale quali lingue sente più spesso. L’inglese è quasi sempre la prima scelta, perché lo capiscono anche tanti turisti che non sono madrelingua. Poi aggiungi solo le lingue che pesano davvero: meglio due lingue curate che cinque trascurate.

C’è anche un motivo nuovo: gli assistenti come ChatGPT e Gemini scelgono le fonti soprattutto nella lingua della domanda. Uno studio della Johns Hopkins University, presentato alla conferenza NAACL 2025, ha mostrato che i modelli di intelligenza artificiale preferiscono i documenti scritti nella lingua di chi chiede e, se non ne trovano, ripiegano sull’inglese di altri siti. Per un B&B vuol dire che, senza pagine in inglese, a chi chiede in inglese l’AI risponderà con portali e siti di altri.

Traduzione vera o automatica.

Il traduttore del browser aiuta il turista, ma non è il tuo sito: sbaglia nomi dei piatti, modi di dire e indicazioni pratiche, e tu non puoi controllarlo. Pubblicare testi tradotti in automatico senza rileggerli è peggio: un errore su orari, prezzi o allergeni crea problemi veri.

Una traduzione fatta bene adatta il testo: spiega cos’è la farinata, dice come arrivare dalla stazione, usa le parole che un turista cerca davvero. Alla fine, fai rileggere tutto a un madrelingua.

Tradurre in automatico e pubblicare in massa è anche il segno tipico del web di scarsa qualità: uno studio di Amazon presentato alla conferenza ACL 2024 ha rilevato che i testi tradotti in automatico in molte lingue sono in gran parte contenuti scadenti. Google, nelle sue regole contro lo spam, tratta come «contenuti in serie» le pagine prodotte in quantità senza valore per chi legge, comunque siano fatte.

Va rivisto anche quello che non si vede: il titolo e la descrizione che compaiono su Google, i testi alternativi delle foto e i dati strutturati. Google chiede di controllarli a mano quando nascono con strumenti automatici, come il testo della pagina.

Cosa tradurre per primo.

  • Le pagine che portano al contatto: home, servizi o camere, contatti e prenotazione.
  • Le informazioni pratiche: orari, come arrivare, parcheggio, check-in, regole della casa.
  • Pulsanti, moduli e messaggi di conferma: un modulo in inglese con l’errore in italiano blocca chi scrive.
  • Titoli e descrizioni per Google, la prima cosa che si legge nei risultati.
  • Le domande frequenti, che sono le stesse in tutte le lingue.

Google consiglia di tenere contenuti e navigazione nella stessa lingua in ogni pagina: tradurre solo menù e pulsanti, lasciando il testo in italiano, confonde chi legge.

Un indirizzo per ogni lingua.

Ogni lingua deve avere i suoi indirizzi, per esempio tuosito.it/camere per l’italiano e tuosito.it/en/rooms per l’inglese. Google consiglia proprio indirizzi distinti, invece di cambiare lingua con i cookie o con le impostazioni del browser, e sconsiglia di reindirizzare automaticamente le persone in base alla lingua che si presume parlino: meglio un selettore di lingua ben visibile, che lascia scegliere.

Poi c’è hreflang: un’indicazione nel codice di ogni pagina che dice a Google «questa è la versione italiana, quella è l’inglese». Ogni versione deve citare se stessa e tutte le altre, in entrambe le direzioni, altrimenti Google ignora le indicazioni. Non serve a salire nei risultati: aiuta Google a mostrare a ciascuno la versione nella sua lingua. Gli altri termini tecnici li trovi nel glossario.

Per un ristorante il menù è la pagina che i turisti leggono di più. In versione digitale si sceglie la lingua con un tocco e si ritrova la stessa impaginazione dell’italiano. Attenzione agli allergeni: il decreto legislativo 231/2017 chiede che le indicazioni siano comunque in italiano, quindi le traduzioni si aggiungono, non sostituiscono. Come funziona il menù digitale lo spieghiamo nella guida al menù digitale con QR code.

Per un B&B o una casa vacanza vale lo stesso per il welcome book: istruzioni per il check-in, Wi-Fi, regole della casa e consigli sul quartiere nella lingua dell’ospite evitano tante domande ripetute.

Per tradurre il menù c’è la guida «Menù in inglese: come tradurlo bene»; per sapere cosa scrivere al tuo ospite, quella su «Cosa scrivere nel welcome book».

Gli errori da evitare.

  • Aggiornare solo l’italiano: orari e prezzi diversi da una lingua all’altra.
  • Le bandierine al posto delle lingue: una bandiera indica un Paese, non una lingua. Meglio scrivere «English», «Deutsch», «Français».
  • Decidere al posto del visitatore, mandandolo in automatico a una versione senza lasciarlo scegliere.
  • Pagine tradotte a metà, con paragrafi rimasti in italiano.

Il sito in più lingue con Aleryc.

Nei siti web di Aleryc le versioni in più lingue sono tra le funzioni che si aggiungono in base a ciò che serve alla tua attività, e le valutiamo insieme in consulenza. Le versioni in altre lingue le prepariamo noi e ti consigliamo una verifica finale da parte di un madrelingua, per essere sicuri che ogni sfumatura sia giusta; il costo dipende da quante lingue e quante pagine servono e lo trovi nel preventivo. Per le strutture ricettive c’è la pagina siti web per B&B e hotel. Anche il menù digitale e il welcome book digitale possono essere in più lingue, scelte insieme in base a chi ricevi più spesso.

Fonti.

Fonti consultate il 27 ottobre 2026.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso.

Aiuta il turista a capire, ma non puoi controllarlo: può sbagliare nomi dei piatti, orari e indicazioni pratiche. Una versione tradotta bene e riletta da un madrelingua è più chiara e affidabile.

È un’indicazione nel codice che dice a Google quali pagine sono la stessa pagina in lingue diverse. Serve quando il sito ha più lingue con indirizzi separati: aiuta Google a mostrare a ciascuno la versione nella sua lingua.

Sì. Le prepariamo noi e consigliamo una verifica finale da parte di un madrelingua. Il costo dipende da quante lingue e quante pagine servono e lo trovi nel preventivo.

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