Il sito di un’attività deve mostrare in modo facile da trovare chi sei e come contattarti: nome o ragione sociale, sede, email, numero REA o di iscrizione al registro delle imprese, se sei iscritto, e partita IVA, che va nella home page. Se raccogli dati, per esempio con un modulo, serve l’informativa privacy; se usi cookie non tecnici, un banner che chieda il consenso. Le società, i professionisti iscritti a un albo e chi vende online hanno obblighi in più.
Per tutti: chi sei e come contattarti.
Il decreto legislativo 70/2003 chiede a chi offre servizi online, cioè anche a chi ha un sito per la propria attività, di rendere queste informazioni «facilmente accessibili, in modo diretto e permanente»:
- il nome, la denominazione o la ragione sociale;
- il domicilio o la sede legale;
- i contatti per comunicare rapidamente e direttamente, compreso l’indirizzo email;
- il numero di iscrizione al REA o al registro delle imprese, se sei iscritto;
- la partita IVA.
Le informazioni vanno tenute aggiornate. Di solito si mettono nel piè di pagina, così si vedono da ogni pagina.
La partita IVA nella home page è chiesta anche dall’articolo 35 del DPR 633/1972. Dal 1° gennaio 2027 quell’articolo è sostituito dal nuovo Testo unico IVA (decreto legislativo 10/2026): per i dettagli, chiedi conferma al tuo commercialista.
Se sei una società.
Le società di capitali, come srl e spa, che hanno un sito devono indicare anche lì gli stessi dati richiesti negli atti e nella corrispondenza (articolo 2250 del codice civile):
- la sede, l’ufficio del registro delle imprese e il numero di iscrizione;
- il capitale sociale, secondo la somma effettivamente versata e come risulta dall’ultimo bilancio;
- se la società è in liquidazione;
- se c’è un unico socio.
Se sei un professionista.
Per le professioni regolamentate, come avvocati, commercialisti, psicologi o architetti, il decreto 70/2003 aggiunge: l’ordine o l’albo a cui sei iscritto e il numero di iscrizione, il titolo professionale e lo Stato che lo ha rilasciato, e il riferimento alle norme deontologiche. Se la tua attività richiede un’autorizzazione, vanno indicati anche gli estremi dell’autorità che la vigila. Come costruire il sito di uno studio lo spieghiamo nella pagina sui siti per studi professionali.
Privacy: l’informativa.
Se il sito raccoglie dati personali, per esempio con un modulo di contatto o una prenotazione, l’articolo 13 del GDPR chiede di dire alla persona, nel momento in cui li lasci:
- chi è il titolare del trattamento e come contattarlo;
- perché raccogli i dati e su quale base giuridica;
- a chi possono essere comunicati;
- per quanto tempo li conservi;
- quali diritti ha, compreso quello di fare reclamo al Garante.
Cookie: il banner.
Secondo le linee guida del Garante privacy del 10 giugno 2021, i cookie diversi da quelli tecnici, come quelli per statistiche dettagliate o pubblicità, si possono usare solo dopo aver ottenuto il consenso. Il banner si deve poter chiudere con la X senza accettare, e il semplice scorrimento della pagina non vale come consenso. Tutti i dettagli sono nella guida a privacy, cookie e banner.
Prezzi chiari.
Se pubblichi prezzi o tariffe, il decreto 70/2003 chiede che siano indicati in modo chiaro e inequivocabile, dicendo se comprendono le imposte e le eventuali spese di consegna.
Se vendi online.
- Prima dell’acquisto il Codice del consumo chiede di informare il cliente, tra le altre cose, su chi sei, l’indirizzo dove sei stabilito, telefono ed email, il prezzo totale comprese le imposte e le condizioni per recedere.
- Il diritto di recesso: il consumatore ha quattordici giorni per recedere da un acquisto a distanza senza dare motivazioni, salvo le eccezioni previste dalla legge.
- La piattaforma europea ODR per le controversie online è stata chiusa il 20 luglio 2025: il link che prima si metteva nei siti di e-commerce non serve più. Se però ti sei impegnato a ricorrere a un organismo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR), devi indicarlo sul sito.
- L’accessibilità: dal 28 giugno 2025 i servizi di commercio elettronico rivolti ai consumatori devono rispettare i requisiti di accessibilità. Sono esentate le microimprese che forniscono servizi, cioè con meno di 10 persone e un fatturato o un bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. Lo spieghiamo nella guida al sito accessibile.
Altre cose da controllare.
- Le recensioni: se mostri recensioni sul sito, devi dire se e come verifichi che vengano da clienti veri. Ne parliamo nella guida alle recensioni.
- Il CIN, se affitti ai turisti: alberghi, B&B, case vacanza e appartamenti per affitti brevi devono indicare il Codice identificativo nazionale in ogni annuncio, ovunque pubblicato (decreto-legge 145/2023, art. 13-ter): mettilo anche sul sito.
- Chatbot e immagini generate con l’AI: dal 2 agosto 2026 l’AI Act chiede trasparenza, come spieghiamo nella guida AI Act e la tua attività.
La lista, in breve.
- Nome o ragione sociale, sede, email e contatti, numero REA o del registro delle imprese (se sei iscritto).
- Partita IVA nella home page.
- Per le società di capitali: capitale sociale versato, socio unico, eventuale liquidazione.
- Per i professionisti: ordine o albo, numero di iscrizione, titolo e norme deontologiche.
- Informativa privacy, se raccogli dati.
- Banner dei cookie, se usi cookie non tecnici.
- Prezzi chiari, con imposte e spese, se li pubblichi.
- Per chi vende online: informazioni prima dell’acquisto, recesso, eventuale organismo ADR, accessibilità.
- Per chi affitta ai turisti: il CIN.
Con Aleryc.
Nei siti web di Aleryc l’informativa privacy c’è sempre quando il sito raccoglie dati, mentre cookie policy e banner dei consensi ci sono quando il sito usa cookie non tecnici: per prepararli ci appoggiamo a un servizio specializzato, che li mantiene aggiornati alle norme e che attiviamo nel nostro account, come il dominio: sono una voce a parte, con un prezzo a fasce in base al tipo, indicata nel preventivo. Il modulo di contatto mostra l’informativa e, se servono usi in più come la newsletter, una casella di consenso separata. La responsabilità di quello che la legge richiede alla tua attività resta tua, come titolare.
Fonti.
- Normattiva: decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, articolo 7
- Normattiva: DPR 26 ottobre 1972, n. 633, articolo 35
- Normattiva: legge 7 luglio 2009, n. 88, articolo 42 (articolo 2250 del codice civile)
- EUR-Lex: Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), articolo 13
- Garante privacy: linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento, 10 giugno 2021
- Normattiva: Codice del consumo, articolo 49, articolo 52 e articolo 141-sexies
- Commissione europea: chiusura della piattaforma ODR (in inglese)
- Normattiva: decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82
Fonti consultate il 27 ottobre 2026. Questa guida è informativa e non sostituisce un parere legale: per la tua situazione rivolgiti al tuo commercialista, a un avvocato o alla tua associazione di categoria.