Un sito va rifatto quando i problemi toccano le basi: è lento o scomodo dal telefono, non compare su Google, non porta richieste, mostra informazioni vecchie, dà avvisi di sicurezza o non puoi aggiornarlo perché dipendi da qualcuno che non risponde più. Se il problema è uno solo, spesso basta sistemarlo; se se ne sommano diversi, conviene valutare di rifarlo, mantenendo il dominio che usi già.
Come usare questa lista.
Per ogni segnale trovi una prova che puoi fare da solo, gratis, e cosa fare se il risultato non va. Gli strumenti li spieghiamo passo per passo nella guida Il tuo sito funziona? 7 controlli gratuiti: qui ci concentriamo su cosa significano i risultati.
1. Dal telefono è lento o scomodo.
Come verificarlo: aprilo dal telefono con la connessione dati, non con il Wi-Fi. Devi ingrandire per leggere? I pulsanti sono troppo piccoli? Poi passalo su PageSpeed Insights: Google considera buono un caricamento del contenuto principale entro 2,5 secondi. Nella ricerca sulle attività di Genova, tra i siti che funzionano, solo il 12% mostra il contenuto principale entro 2,5 secondi su un telefono con una connessione lenta (28 su 225).
Cosa fare: se la colpa è di poche immagini pesanti, si sistema. Se il sito è nato per il computer o è appesantito da tema e plugin, conviene ripartire con un progetto leggero, pensato prima di tutto per il telefono.
2. Non si trova su Google.
Come verificarlo: in una finestra in incognito cerca il nome della tua attività, poi il tuo servizio con la città. In Google Search Console vedi per quali ricerche compari e quali pagine Google ha escluso dai risultati.
Cosa fare: titoli delle pagine che dicono cosa fai e dove, una pagina per ogni servizio importante e testi che rispondono alle domande dei clienti. Se il sito è una sola pagina senza testo, non c’è niente su cui lavorare: va ricostruito.
3. Non arrivano contatti.
Come verificarlo: manda una richiesta dal modulo e controlla che arrivi, anche nella posta indesiderata. Dal telefono prova la chiamata con un tocco e il pulsante WhatsApp, se c’è. Poi chiediti quanti clienti ti dicono di averti trovato sul sito.
Cosa fare: un modulo rotto va riparato subito. Se tutto funziona ma nessuno scrive, di solito il sito non dice in modo chiaro cosa fai, per chi e come contattarti: è un problema di contenuti e struttura, non di grafica.
4. Le informazioni sono vecchie.
Come verificarlo: rileggi orari, servizi, prezzi, foto, indirizzo e l’anno accanto al simbolo © in fondo alla pagina. Confrontali con i social.
Cosa fare: un orario sbagliato fa perdere clienti e confonde Google e gli assistenti AI, che si fidano di più delle informazioni che coincidono ovunque. Correggi subito; se non riesci a farlo, il problema vero è il prossimo segnale.
5. Non riesci ad aggiornarlo.
Come verificarlo: prova a cambiare un orario. Se non sai dove mettere le mani, se il pannello è pieno di aggiornamenti in attesa o se ogni modifica richiede settimane, il sito è fermo.
Cosa fare: scegli un sistema in cui le modifiche siano semplici: un pannello che sai usare davvero oppure qualcuno che le fa per te, con tempi e condizioni scritti nel contratto.
6. Compaiono avvisi di sicurezza.
Come verificarlo: l’indirizzo deve iniziare con https e il browser non deve mostrare «Non sicuro» o pagine di avviso. Chi scrive l’indirizzo senza https deve arrivare comunque alla versione sicura. Search Console ti segnala anche i problemi di sicurezza che trova.
Cosa fare: un certificato scaduto si rinnova. Un sito violato, o pieno di plugin abbandonati da anni, spesso conviene ricostruirlo pulito invece di continuare a rattoppare.
7. Dipendi da chi non risponde più.
Come verificarlo: sai a chi è intestato il dominio? Hai gli accessi all’hosting e all’email? Chi ha fatto il sito risponde ancora ai messaggi?
Cosa fare: chiedi per iscritto gli accessi e verifica che il dominio sia intestato a te, perché è l’indirizzo della tua attività. Anche se cambi sito, il dominio si tiene: con i reindirizzamenti dalle vecchie pagine alle nuove non perdi chi ti trova già.
Rifare il sito con Aleryc.
Se hai già un sito, Aleryc lo rifà mantenendo il dominio che usi, così chi ti conosce continua a trovarti allo stesso indirizzo, e imposta i reindirizzamenti necessari perché il lavoro di posizionamento fatto finora non vada perso. Analizziamo cosa non funziona, recuperiamo quello che vale (contenuti, contatti, recensioni) e riprogettiamo il resto da zero: lo spieghiamo nella pagina Rifare il sito senza perdere posizioni su Google. Non interveniamo su siti fatti da altri: li rifacciamo da zero. I nostri siti web sono progettati da zero, senza WordPress, con il dominio intestato a te e le modifiche ordinarie comprese nel servizio.