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Sette controlli da fare oggi.

Sette prove gratuite, con gli strumenti di Google e con il tuo telefono, per capire se il sito si fa trovare, si apre bene e porta davvero richieste.

Di Alessandra De Luca · Aggiornato il

In breve

Per sapere se il tuo sito funziona bastano strumenti gratuiti: Google Search Console ti dice come Google vede il sito e per quali ricerche compari, PageSpeed Insights misura la velocità e i Core Web Vitals, il Test dei risultati avanzati controlla i dati strutturati. Poi cerca il tuo nome su Google e sulle Mappe, prova il sito dal telefono, controlla https, link e moduli, e chiedi a ChatGPT o Gemini chi sei.

«Consigliamo vivamente ai proprietari dei siti di ottenere buoni Core Web Vitals per avere successo nella Ricerca…»

Tre controlli con gli strumenti di Google.

1. Google Search Console

È un servizio gratuito di Google: serve un account Google e la verifica che il sito sia tuo. Nel report sul rendimento vedi per quali ricerche compari, quante volte e quante persone cliccano; nel report sull’indicizzazione delle pagine scopri quali pagine Google non ha inserito nei risultati e perché. Search Console ti avvisa anche dei problemi che trova.

2. PageSpeed Insights

Inserisci l’indirizzo del sito e guarda sia la versione per telefono sia quella per computer. Se il sito ha abbastanza visite, in alto trovi i dati delle persone reali negli ultimi 28 giorni e i tre Core Web Vitals:

  • LCP, il caricamento: è buono entro 2,5 secondi;
  • INP, la reattività quando tocchi o clicchi: è buono entro 200 millisecondi;
  • CLS, la stabilità della pagina mentre si carica: è buono fino a 0,1.

Più sotto, i punteggi di laboratorio su prestazioni, accessibilità, buone pratiche e SEO ti indicano cosa correggere.

3. Test dei risultati avanzati

Controlla i dati strutturati, le informazioni nel codice che spiegano a Google chi sei, dove ti trovi e cosa offri. Inserisci una pagina e guarda quali elementi vengono riconosciuti e se ci sono errori o avvisi. Anche con dati corretti Google non garantisce di mostrarli nei risultati, ma gli errori vanno sistemati. Per controllare ogni tipo di dato schema.org c’è anche lo Schema Markup Validator.

Quattro controlli che fai tu.

4. Cerca il tuo nome su Google e sulle Mappe

Usa una finestra di navigazione in incognito e cerca il nome della tua attività, poi il tuo servizio con la città. La tua attività compare? Orari, telefono, indirizzo e link al sito sono giusti e uguali a quelli del sito?

5. Prova il sito dal telefono

Aprilo con la connessione dati, non con il Wi-Fi di casa. Si legge senza ingrandire? I pulsanti si toccano con facilità? Il numero di telefono si chiama con un tocco? Il menù si apre e si chiude bene? Se puoi, prova anche su un telefono diverso dal tuo.

6. Https, link e moduli

  • Https: l’indirizzo deve iniziare con https e il browser non deve mostrare avvisi di sito non sicuro.
  • Link: clicca ogni voce del menù e ogni pulsante; nessuno deve portare a una pagina che non esiste.
  • Moduli: manda una richiesta di prova e controlla che arrivi, guardando anche nella posta indesiderata. Prova anche il pulsante WhatsApp, se c’è.

7. Chiedi alle AI chi sei

Chiedi a ChatGPT e a Gemini «Cosa sai di [nome dell’attività] a [città]?» e «Mi consigli un [tuo servizio] a [città]?». Le risposte possono cambiare e contenere errori, ma se le informazioni sono sbagliate o mancano è un segnale: sito, scheda e social devono dire le stesse cose, in modo chiaro. Ne parliamo nella guida a SEO, AEO e GEO.

Ogni quanto ripeterli.

Una volta al mese è un buon ritmo, più ogni volta che cambi qualcosa di importante: una pagina nuova, un modulo, un indirizzo, un orario. Annota i risultati: confrontarli mese dopo mese ti dice se stai migliorando.

Se qualcosa non va.

Parti da quello che blocca i clienti: un modulo che non arriva, un telefono sbagliato, un sito lento dal telefono. Se i problemi sono tanti, può convenire rifare il sito: si può fare mantenendo il dominio che usi già e impostando i reindirizzamenti, perché il lavoro di posizionamento fatto finora non vada perso. Lo spieghiamo nella pagina Rifare il sito senza perdere posizioni su Google; noi non lavoriamo su siti fatti da altri: se vuoi, lo rifacciamo da zero.

Se più controlli danno un risultato negativo, leggi anche i 7 segnali che il sito va rifatto.

Con Aleryc: il report mensile.

Per chi ha un sito web con Aleryc, ogni mese arriva via email un report con i numeri che contano, spiegati in parole semplici: visite al sito e richieste ricevute, e in fondo cosa abbiamo imparato e cosa faremo il mese dopo. Se qualcosa non ti è chiaro, ce lo chiedi e te lo spieghiamo.

Fonti.

Strumenti verificati il 27 ottobre 2026.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso.

Sì: Search Console, PageSpeed Insights e il Test dei risultati avanzati sono strumenti gratuiti di Google. Per Search Console servono un account Google e la verifica della proprietà del sito.

No. Conta soprattutto che i Core Web Vitals, misurati sulle visite reali, siano nella fascia «buona». Il punteggio di laboratorio è utile per trovare i problemi, ma può variare da una prova all’altra.

Una volta al mese è un buon ritmo, più ogni volta che cambi qualcosa di importante sul sito: una pagina nuova, un modulo, un indirizzo o un orario.

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