Nella maggior parte dei casi sì, serve anche un sito. I social sono ottimi per farsi conoscere, ma il sito è il tuo punto di riferimento: è lì che Google e gli assistenti AI trovano le informazioni su di te, è lì che chi ti cerca trova orari, servizi e contatti, e le sue regole non dipendono da un social.
Cosa fa un sito che i social non fanno.
- Ti aiuta a farti trovare su Google quando qualcuno cerca quello che fai, anche se non ti conosce.
- Ti dà la possibilità di essere citato dalle intelligenze artificiali: ChatGPT, Gemini e le risposte AI di Google leggono soprattutto pagine web.
- Non dipende da un algoritmo: nessun social decide chi lo vede o ne cambia le regole.
- Risponde con calma: servizi, prezzi su richiesta, domande frequenti, come prenotare, tutto in ordine.
- Raccoglie i contatti con un modulo, un calendario o un pulsante WhatsApp.
Cosa fanno meglio i social.
Farti scoprire da chi non ti cerca, raccontare il lavoro di ogni giorno, tenerti nella memoria di chi ti segue. Sono complementari al sito, non un’alternativa.
Quando possono bastare i social.
All’inizio, per un’attività appena aperta con pochissimo budget, un profilo curato può essere il primo passo. Ma appena vuoi farti trovare da chi cerca su Google o chiede a un assistente AI, il sito diventa necessario.
Insieme funzionano meglio.
Non esiste un percorso uguale per tutti: uno studio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia su piccole e medie imprese alimentari del Nord-Est (2024) ha rilevato che aiutano piccole prove a basso costo, una strategia di marketing chiara e la collaborazione con professionisti esterni.
Sito e social raccontano la stessa attività: stesse informazioni, stesso stile, il sito porta visite ai social e i social al sito. Per questo Aleryc cura sito, social e prodotti digitali come parti della stessa presenza online, e in consulenza ti diciamo con sincerità da cosa ha senso partire.